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Giovedì, 14 Giugno 2012 16:39

Emilia Romagna, Imprese: 180 milioni per il nuovo Programma Regionale

cesenatoday.it 14-06-2012

"180 milioni saranno disponibili per il nuovo Programma regionale attività produttive 2012-2015. Il Programma, che attua contestualmente anche il Programma regionale per la ricerca, l'innovazione e il trasferimento tecnologico (Prritt) 2012-2015, è stato approvato a maggioranza (astenuti Lega nord e Mov5stelle) dalla commissione "Territorio, ambiente, mobilità", presieduta da Damiano Zoffoli, e prevede una via prioritaria alle imprese che resteranno nelle zone colpite dal sisma nella concessione dei contributi.

 

Gli strumenti operativi all'interno del Programma (sei, più l'assistenza tecnica) sono: ricerca industriale e trasferimento tecnologico (Prritt), finanziato con 45 milioni di euro in tre anni; innovazione, qualificazione e responsabilità sociale delle imprese (36 milioni); finanza per la crescita e lo sviluppo delle imprese (30 milioni); internazionalizzazione per il sistema produttivo (42 milioni); sviluppo territoriale e attrattività (24 milioni); semplificazione, sviluppo digitale e partenariato (1,5 milioni); promozione e assistenza tecnica (1,5 milioni).

Il nuovo Programma pone al centro delle proprie azioni la realizzazione di un percorso di sviluppo basato su un sistema imprenditoriale innovativo e articolato su filiere, su un'ampia rete di centri di competenza e servizi per l'innovazione coordinati e coerenti con le specializzazioni produttive, su un sistema fitto di relazioni e di collaborazioni che rendano efficiente e attrattivo il contesto regionale, in grado di creare produzioni ampie, diversificate e complesse e di assicurare un'elevata qualità. L'obiettivo: quello di collocare l'Emilia-Romagna all'interno della strategia di Europa 2020 dando piena attuazione al patto per la crescita della Regione Emilia-Romagna, promuovendo un sistema dinamico e competitivo fondato sull'uso efficiente delle risorse e sulla circolazione di conoscenza, creatività e innovazione, assicurando elevata occupazione e qualità del lavoro.

Da un lato, quindi, si intende agire creando le condizioni affinché si rafforzino reti ed altre forme di aggregazione tra imprese in un sistema integrato di relazioni, coerentemente con le specializzazioni produttive (filiere/distretti produttivi) e guidate dai drivers della conoscenza, dell'innovazione e dell'internazionalizzazione. Dall'altro, promuovendo infrastrutture e servizi a supporto dei processi di crescita ed evoluzione del sistema imprenditoriale, che agiscano sulle leve dello sviluppo e dell'attrattività della finanza e del credito, della semplificazione dei processi di impresa.

Per quanto riguarda il Prritt (la sua attuazione è prevista all'interno del Programma), l'obiettivo generale è quello di rafforzare il sistema regionale dell'innovazione e della conoscenza, renderlo altamente dinamico e orientato alla specializzazione tecnologica e allo sviluppo della creatività. In questa direzione vengono identificati 6 obiettivi specifici: aumentare il grado di autonomia e proattività delle strutture di ricerca industriale e trasferimento tecnologico della Rete regionale dell'alta tecnologia, che dovranno operare in stretta relazione con le imprese, individuando nuovi percorsi di innovazione che valorizzino la conoscenza scientifica maturata nelle università, negli enti di ricerca e nei laboratori della rete; consolidare una governance efficace della Rete regionale dell'alta tecnologia, favorendo una migliore visibilità e accessibilità delle risorse della Rete, nonché un più efficace collegamento tra piattaforme tecnologiche e sistema produttivo; incrementare l'impegno nella ricerca e sviluppo e nell'innovazione delle imprese e rafforzare dal punto di vista tecnologico le principali filiere produttive regionali, sostenendo sia le imprese che maggiormente investono in ricerca e sviluppo, sia le nuove imprese a più alto contenuto tecnologico, in modo da rendere l'intera filiera più competitiva; accelerare i processi di diversificazione verso i nuovi trend di mercato nell'ambito delle filiere produttive regionali, in particolare verso gli obiettivi qualificanti individuati dalla strategia Europa 2020 e quindi allo sviluppo di tecnologie per affrontare i problemi della sostenibilità ambientale, dell'invecchiamento della popolazione, dello sviluppo della società dell'informazione, dell'inclusività e della qualità della vita; aumentare l'attrattività dell'Emilia-Romagna nell'alta tecnologia, nella ricerca, nel terziario avanzato e nei settori creativi, favorendo la nascita e l'insediamento di imprese giovani nei settori di alta tecnologia o del terziario avanzato, laboratori di ricerca, studi professionali in ambiti innovativi, in modo da rafforzare le filiere produttive regionali e generare crescita sostenibile e occupazione qualificata. Infine, incrementare la capacità del sistema regionale di accedere ai finanziamenti europei per la ricerca e l'innovazione, sia favorendo l'accessibilità per le pmi, sia rafforzando le eccellenze scientifiche e tecnologiche della Rete alta tecnologia integrandosi in maniera più significativa nelle reti europee della ricerca.

Durante il dibattito, Manes Bernardini (Lega nord) ha sollevato perplessità sui luoghi deputati a fare sistema, in particolare il tecnopolo di Bologna (ex manifattura tabacchi). A questo proposito, il consigliere ha auspicato "la sburocratizzazione delle procedure". Monica Donini (Fds) ha sollevato il tema della delocalizzazione delle imprese. Per la consigliera "occorre aiutare le imprese che investono e rimangono sul territorio. Per Tiziano Alessandrini (Pd) "c'è la necessità di fare sentire e fare comprendere al territorio e alle imprese la presenza delle istituzioni. Bene ha fatto la Regione - ha sottolineato - ha dare una risposta con questo programma". Sandro Mandini (Idv) ha auspicato maggiore attenzione alle ricadute economiche ed occupazionali dei programmi regionali. A questo proposito, il consigliere chiede di "rimodellare al meglio i futuri bandi". Per Palma Costi (Pd) "bene ha fatto la Regione a dare priorità alle zone colpite dal sisma: "Particolare attenzione - ha detto la consigliera - al tessuto produttivo della dialisi, importante dal punto di vista economico-occupazionale e sanitario". "Pochi i finanziamenti e troppa burocrazia" per Mauro Manfredini (Lega nord).

Sul tema della responsabilità sociale, Gian Guido Naldi (Sel-Verdi) ha chiesto "di valorizzare maggiormente la reputazione d'impresa all'interno del programma". Anche Damiano Zoffoli (presidente della commissione Territorio, ambiente e mobilità) ha sottolineato la necessità "di una maggiore responsabilità sociale: cardine del nuovo sviluppo". Infine, Franco Grillini (presidente della commissione referente, la Politiche economiche) ha auspicato "attenzione al digitale, fonte di sviluppo economico", e "fondi alle sole imprese che restano sul territorio". Giovanni Favia (Mov5stelle) è intervenuto per chiarimenti sui tempi necessari a rendere operativi i capannoni delle imprese".

A cura della Redazione di Cesena Today

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