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Sabato, 16 Giugno 2012 16:59

Come un sistema informatico integrato potrebbe aiutare le reti?

A cura di Filippo Benini

Durante il mio percorso formativo in corporate coaching si parlava di una rivoluzione culturale in atto che spingeva le aziende ad orientarsi verso un organigramma a matrice, abbandonando la tradizionale struttura gerarchica, per favorire un modello più piatto e snello che favorisse lo sviluppo di network trasversali sia all’interno dell’azienda, che interaziendali (vedi “Il contesto” a questo link).

 

Lo scenario sembra che non sia più solamente un argomento di discussione, ma stia diventando sempre più evidente. Aver incontrato realtà come ASSORETIPMI ed aver visto il successo d’integrazione di Tessilnet mi ha dato un segnale molto chiaro che i tempi sono maturi per evolvere verso una dimensione di lavoro che fino a poco tempo fa poteva essere considerata forse un po’ troppo idealistica.Gli imprenditori stanno riconoscendo le esigenze di creare delle strutture organizzative diverse, creando nuove sinergie attraverso il contratto di rete.

Da molti anni vedo la necessità tra le PMI di accedere a servizi specialistici continuativi, ma una piccola azienda non ha avuto fino ad ora i mezzi per poter assumere quelle figure professionali, come un controller, un esperto marketing, qualità o tempi e metodi, delle quali ora sentono il bisogno. Il contratto di rete permette ora la condivisione di un “centro servizi” dove più aziende possono accedete a queste figure in modo continuativo e dove i vari professionisti chiamati in causa, avranno la possibilità di conoscere la rete d’imprese intimamente e dall’interno, e non attraverso un servizio a chiamata. Essi possono condividere la gestione d’impresa con gli imprenditori, che normalmente sono gli esperti di prodotto, ma che hanno bisogno di molte più paia di occhi per essere competitivi o semplicemente per restare sul mercato.

Ero curioso di capire come gli associati di ASSORETIPMI pensavano di gestire questa cosa: se il contratto di rete è una convivenza col fine di perseguire il matrimonio, come potrebbe essere possibile gestire la rete che si potrebbe fondere in un’unica scatola giuridica in un secondo tempo?

Capisco che per la maggior parte dei lettori stiamo parlando di un futuro impalpabile, ma l’esperienza di Tessilnet mi fa ben sperare. Parlo di Tessilnet, perché da quello che ho potuto osservare, ha creato l’ossatura per sviluppare questo modello, ossia razionalizzare i costi (dichiarando un risparmio del 54%) ed implementando un nuovo sistema informatico che è il cuore del sistema informativo di una azienda moderna.

Questo modello può essere favorito e utilizzare appieno la potenzialità del contratto di rete per far evolvere un’esperienza positiva, come quella della Valle del Liri, verso una dimensione più ampia e trasversale, che può vedere l’associazione di imprese di settori diversi che condividono risorse comuni (risorse umane, tecnologia e know how).

Avendo lavorato in ambito operativo, commerciale ed informatico, mi sono sempre reso conto della potenzialità che potrebbe scaturire dall’integrazione di processi all’interno di una piattaforma informatica unica e condivisa, ma possedere un sistema gestionale evoluto è stato fino ad ora una prerogativa di aziende strutturate di dimensioni medio-grandi. I costi per le piccole e micro aziende sarebbero stati proibitivi in quanto per implementare un ERP (Enterprise Resource Planning) si può andare da qualche decina di migliaia di Euro a ben oltre i centomila.

Cos’è cambiato oggi?

Quello che vedo sono alcune cose:

  • La maturazione di sistemi open-source che non richiedono il pagamento di una licenza di proprietà e che quindi permettono un risparmio sui costi del 30/40%.
  • La possibilità di condividere le risorse e il know-how tra più attori protagonisti per il perseguimento di un obiettivo comune attraverso la Rete.
  • La maggior consapevolezza che creare sinergie è più conveniente di fare tutto da soli.
  • Le difficoltà del mercato e la necessità di trovare nuove soluzioni.

Il mio è un invito a riflettere su quanto tutto questo voglia dire e vorrei raccogliere l’interesse di chi è intenzionato a cavalcare quest’onda di rinnovamento.

In questa equazione ho voluto suggerire il Cosa e non il Come, in quanto è necessario prima focalizzarsi sul Chi vuole fare questo cambiamento.

 

Cordialità

 

Filippo Benini

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Note:

La case history di Tessilnet è stata presentata all'evento "Fashion & Reti d'Impresa. Modelli e strumenti per fare reti" del 10 Maggio scorso a Bologna, organizzato da ASSORETIPMI in collaborazione con l'ENEA. E' possibile effettuare il download di questa ed altre case histories e atti del convegno nella pagina dedicata.

 

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