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Credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo anche per le Reti, di Donato Nitti

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Credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo anche per le Reti, di Donato Nitti

Credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo anche per le reti

di Donato Nitti, Delegato Regionale Toscana di Assoretipmi

4 marzo 2014

 

La legge 21 febbraio 2014, n. 9 ha convertito il DL 23 dicembre 2014, n. 145 (Destinazione Italia) e ha confermato il credito di imposta a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo ed hanno un fatturato annuo inferiore a 500 milioni di euro.

Il credito vale anche per i consorzi e le reti di impresa che effettuano le attività di ricerca, sviluppo e innovazione: in questi casi, l'agevolazione è ripartita secondo criteri proporzionali, che tengono conto della partecipazione di ciascuna impresa alle spese stesse.

Per il triennio 2014-2016 il limite massimo del credito di imposta è di 600 milioni di euro (si attende un decreto del MISE di concerto con il Ministero economia e finanze).

Ogni beneficiario ha un limite massimo annuale di euro 2.500.000 nel limite complessivo annuale individuato dal DM.

Il credito di imposta è riconosciuto “nella misura del 50 per cento degli incrementi annuali di spesa nelle attività di ricerca e sviluppo, registrati in ciascuno dei periodi d'imposta con decorrenza dal periodo di imposta determinato con il decreto di cui al comma 12 e fino alla chiusura del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2016, a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a euro 50.000 in ciascuno dei suddetti periodi di imposta”:

Sono ammissibili le seguenti attività di ricerca e sviluppo, inclusa la creazione di nuovi brevetti:

  1. a) lavori sperimentali o teorici svolti aventi quale principale finalità l'acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette;

  2. b) ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera c);

  3. c) acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l'elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L'eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi così generati dai costi ammissibili;

  4. d) produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Non sono considerate attività di ricerca e sviluppo le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti, ad esclusione delle attività che si concretizzino nella creazione di nuovi brevetti.

Sono ammissibili le spese relative a:

  1. a) personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;

  2. b) quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell'importo risultante dall'applicazione dei coefficienti stabiliti con il DM Finanze 31 dicembre 1988 in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l'attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto di iva;

  3. c) costi della ricerca svolta in collaborazione con le università e gli organismi di ricerca o presso gli stessi, quella contrattuale, le competenze tecniche e i brevetti, acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne

Il credito d'imposta concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile IRAP ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

L’impresa deve allegare al bilancio la certificazione di un revisore, del collegio sindacale o di una società di revisione (le spese sostenute sono ammissibili entro il limite massimo di euro 5.000).

 

di Donato Nitti

Delegato Regionale Toscana di Assoretipmi

 

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