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Fallimenti in Italia: chiudono quasi 35 imprese al giorno

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Fallimenti in Italia: chiudono quasi 35 imprese al giorno

Certe pagine non si vorrebbe mai scriverle, leggerle e pubblicarle.

Quando un'impresa muore si spengono i sogni delle persone.

 

Ci sarebbe tanto da dire sulle responsabilità, sul malsistema, sul malgoverno, sulla scarsità degli aiuti, sul mancato accesso al credito, sulla burocrazia che ti stritola, sui tempi di pagamento sempre più lunghi e molto molto altro ancora...

Eppure, c'è qualcosa che fa riflettere...quel qualcosa che molti imprenditori sembra non abbiano ancora aver capito: nulla è più come prima. 

Chi - ancora - cerca di convincersi che questa sia una crisi passeggera dovrebbe invece farsi una ragione del fatto che il nostro piccolo mondo antico è finito, morto e sepolto. Chi - ancora - si ostina ad andare avanti da solo senza aprirsi alla collaborazione con altre imprese non riuscirà per molto a reggere - ancora - l'impatto di questo gigantesco tsunami che ogni giorno aumenta di potenza e dimensioni.

Quindi inutile continuare a ripeterlo. Saranno come sempre i fatti concreti, con la loro forza di trascinamento su qualsiasi strategia teorica, illusione o speranza che nulla cambi, a decidere il destino degli uomini e delle loro intraprese.

Noi di ASSORETIPMI non stiamo certo a guardare senza reagire.

In un mercato interno sempre più contratto a livello nazionale ed europeo, la necessità di innovazione tecnologica, organizzativa, di processo, di prodotto e quella di andare avanti verso processi organizzati di internazionalizzazione in forma aggregata ci sembrano sempre più l'imperativo dominante.

Anche perchè, per chi non vuole mollare, gli strumenti, ci sono. L'aggregazione viene da sempre utilizzata ai massimi livelli di espressione dalle GRANDI IMPRESE.  Ma visto che oggi gli strumenti esistono anche per le PMI, in nuove forme organizzative, contrattuali e di supporto per potersi favorevolmente aggregare con altri (per produrre, gestire, vendere all'estero, etc.), ci chiediamo: ma le piccole, medie e micro-imprese, cosa stanno aspettando?

Vi lasciamo ai dati rilevati da Cribis D&B 

Luglio 2012 

In Italia nei primi 6 mesi del 2012 hanno chiuso i battenti quasi 35 imprese ogni giorno, oltre 1000 al mese, per un totale di 6.321 fallimenti.

La distribuzione dei fallimenti lungo la penisola presenta situazioni molto differenti tra le diverse aree geografiche. La regione più colpita continua ad essere la Lombardia, dove dall'inizio dell'anno in corso hanno dichiarato fallimento 1.384 imprese.

Circa un quinto di tutti i fallimenti registrati in Italia nel primo semestre 2012 riguarda l'Edilizia, che si conferma essere il settore in maggiore difficoltà. Particolarmente colpito anche il Commercio all'ingrosso (461 fallimenti nel microsettore del "Commercio all'ingrosso dei beni durevoli", 411 nel "Commercio all'ingrosso di beni durevoli), al quale si aggiungono i 399 fallimenti nei "Servizi commerciali".

Sul portale di CRIBIS D&B puoi scaricare l'analisi completa gratuitamente. Registrarsi alla Community è semplice e non impegnativo.

Guarda il VIDEO: Rai news - fallimenti delle imprese italiane del 2012: la crisi porta in media alla chiusura di 35 imprese al giorno. I dati dell'osservatorio CRIBIS D&B sono commentati dal professor Bertelè, Politecnico di Milano.

 

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