Salta al contenuto principale

Finalità e caratteristiche salienti del Contratto di Rete

  • Home
  • News
  • Finalità e caratteristiche salienti del Contratto di Rete

Finalità e caratteristiche salienti del Contratto di Rete

FINALITA’ E CARATTERISTICHE SALIENTI DEL CONTRATTO DI RETE

a cura dell’ing. Roberto Tononi

 

Le finalità della iniziativa sul Contratto di Rete sono fin troppo note: far risalire il tasso di crescita, quasi nullo negli ultimi dodici anni, e migliorare il livello di competitività del nostro sistema produttivo, visto che, ad esempio, la classifica del World Economic Forum ci vede solo al 43° posto.      
Una delle traiettorie che si intendono percorrere è quella della maggiore internazionalizzazione, agganciandosi al treno dell’export verso i paesi emergenti, che oggi già totalizzano il 35% dell’import mondiale e che, con l’attuale tasso di crescita, arriveranno al 50% nel 2014.          
Lo sforzo della internazionalizzazione implica però anche quello della crescita dimensionale che le nostre PMI possono perseguire per via esterna, attraverso accordi di collaborazione sistematica che segnano la costituzione di reti di imprese.         
Queste sono certo già un’affermata realtà del nostro sistema produttivo, con diverse tipologie di rete e con numeri significativi: basti pensare che si annoverano quasi 80 mila gruppi nel nostro paese, ma anche numerosissimi consorzi, reti di subfornitura … e così via.

Ma se, evidentemente, questi numeri sono stati giudicati ancora insufficienti, si è sentito il bisogno di dar vita ad una nuova tipologia di rete, in grado di aggirare il vero ostacolo alla costituzione di reti d’imprese: la naturale avversione dell’imprenditore a sottoporsi ai vincoli di dipendenza che l’ingresso in rete comporta.
Questa nuova tipologia, alla quale punta il Contratto di Rete, ha come maggior caratteristica la leggerezza, alimentata dai deboli vincoli fra i suoi partner, nell’ottica, evidentemente, di un superamento di quell’avversione.    
La tensione verso la caratteristica della leggerezza è fin troppo evidente nella evoluzione della normativa sul Contratto di Rete: scompare, ad esempio, l’obbligo di dotarsi di un fondo patrimoniale comune e di un organo comune per l’esecuzione del contratto di rete, nel passaggio dalla L.33 del 9/04/2009 alla L.104 del 30/07/2010.
Ma queste stesse leggi fissano esplicitamente gli obiettivi, per queste nuove tipologie di rete, negli incrementi di competitività e di capacità d’innovare, che sono tutt’altro che marginali e che richiedono, quindi, alti livelli di coordinamento tra i partner, con l’inevitabile istaurarsi, comunque, di vincoli importati.
Ecco, allora, che accanto alla leggerezza, un’altra caratteristica deve denotare queste reti: meccanismi di rappresentanza paritetica, così che l’imprenditore sia, comunque, incentivato ad accettare questi vincoli importanti visto che sarà lui stesso che contribuirà a determinarli in un contesto in cui conterà come gli altri partner.
Leggerezza e pariteticità, dunque, in queste nuove Reti d’Impresa fortemente orientate a costituire prime esperienze di collaborazione organizzata e sistematica prima di passare, forse, a forme di reti più coese ed impegnative: non a caso, più di un addetto ai lavori ha associato la Rete d’Impresa all’esperienza del fidanzamento in vista di un probabile matrimonio.

Ma poiché, spesso, non è tutt’oro quel che luccica, queste stesse caratteristiche fanno del coordinamento una criticità per queste reti; difatti, è assai più difficile coordinare soggetti che operano alla pari e che si sentono debolmente vincolati, piuttosto che soggetti che dipendono in maniera decisa dal coordinatore.
Due sono, in sostanza, i modi, tra loro complementari, per sciogliere il nodo del coordinamento:
- dotare la rete di un coordinatore di alto livello: quello che viene spesso chiamato il “manager di rete”, per il quale Confindustria, tra gli altri, ha istituito appositi corsi di formazione;  
- dotare la rete di un corpo di regole di collaborazione già definite nel momento in cui si entra in rete; in tal modo, il compito del coordinatore è largamente facilitato, in quanto sostanzialmente ricondotto alla corretta applicazione delle regole da applicare nelle varie situazioni che si andranno a fronteggiare.

Evidentemente, l’altro fattore, che può sollecitare gli imprenditori a fare rete, è quello dell’incentivo economico, normalmente presente quando ci si appresta a costituire una rete, sia esso nel potenziare la forza di contrattazione nell’acquisto di risorse produttive e nella vendita dei beni e servizio prodotti, sia esso nello sfruttamento di sinergie tra le attività e gli strumenti operativi dei partner.           
Ma se ci si deve dotare di regole di collaborazione predefinite, queste possono essere disegnate così da costituire, esse stesse, incentivi d’ordine economico: basta che siano associate a benefici, evidenti e misurabili, che siano quantificabili come maggiori dei costi che, inevitabilmente, la collaborazione comporta. In sintesi, le caratteristiche salienti delle reti determinate con il Contratto di Rete sono:      
- leggerezza,   
- pariteticità,   
- regole di collaborazione economicamente convenienti.     

 
A tutt’oggi, nelle Reti d’Impresa già costituite, queste caratteristiche sono diversamente implementate: mentre leggerezza e pariteticità sono largamente diffuse, regole di collaborazione predefinite ed economicamente convenienti sono poco presenti.     Ciò è dovuto al fatto che la progettazione di queste regole costituisce un’attività piuttosto dispendiosa, poiché richiede opportune competenze e tempi di sviluppo cospicui, se non altro per la validazione che le stesse regole richiedono prima di essere adottate.        
Poiché gran parte di queste regole di collaborazione intervengono su meccanismi che sono comuni a tutte le reti, appare quanto mai inefficiente pretendere che ogni rete che si costituisce vada a svilupparsi queste regole per proprio conto, reiterando una dispendiosa attività che invece può essere sviluppata da pochi, qualificati soggetti per tutte le reti, che a loro volta provvederanno, marginalmente, ad aggiungere le specificità legate al loro core business.           
La situazione, a ben vedere, è molto simile a quella che si presenta per l’uso dell’informatica da parte delle imprese: piuttosto che svilupparsi, ognuna, il proprio software, è assai più conveniente acquistarlo da coloro che lo producono per tutti, almeno per quanto riguarda le applicazioni comuni a tutte le imprese.
Di fatto, un mercato per la fornitura di queste regole di collaborazione alle Reti d’Impresa comincia a prendere corpo con proposte interessanti e con le prime sperimentazioni che ci diranno quali saranno le proposte più efficaci.