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Noi di Assoretipmi, agenti del cambiamento

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Noi di Assoretipmi, agenti del cambiamento

di Eugenio Ferrari

presidente Assoretipmi

 

 

Ci sono molte cose delle quali noi di Assoretipmi ci accorgiamo ogni giorno, nel nostro ruolo di outsider nati dal web, obbligati spesso come siamo dalle stesse circostanze sociali che tutti, chi più chi meno, stiamo vivendo, ad essere come dei pionieri, a pensare ed agire quasi sempre in modo innovativo e ad andare non contro ma oltre regole ormai superate dagli stessi eventi quotidiani, facendoci in prima persona agenti del cambiamento.

Cose e fatti che stanno modificando i rapporti economici e sociali in modo silenzioso ma inarrestabile, un silenzio che però a breve diventerà il classico silenzio assordante per tutti quelli che questo cambiamento non hanno saputo o voluto avvertire.

In tutto questo clima di metamorfosi in atto, la cosa che quindi mi stupisce di più è sentirmi rivolgere ancora domande del tipo :“ma esattamente qual è il vostro modello di business?” Questa domanda mi fà sempre sorridere, e ogni volta penso che siamo alle solite. Sembra non esserci ancora spazio nella nostra realtà economica e sociale per un nuovo modello di pensiero e di sviluppo, che più o meno suona così: collocare sempre al primo posto le persone e la molteplicità di opportunità che, unendosi in organizzazioni efficienti e innovative, possono concretizzare, saper cogliere una pluralità di idee facilmente perseguibili con la forza del gruppo, disposte in una configurazione non per forza lineare ma anche casuale e vedere il punto di forza di tutto questo non sempre nell’aspettativa di un “guadagno precalcolato” ma anche nelle potenzialità offerte da uno schema organizzativo composto non solo di “legami forti” ma anche sopratutto di “legami deboli”

A molti sembra sempre molto più importante mettere in ordine, secondo un rassicurante schema già collaudato, tutti i pezzi del mosaico, piuttosto che preoccuparsi di quale sarà il risultato finale, e sembra soprattutto strano che il risultato finale non interesserà SOLO UNO ma TUTTI i soggetti che fanno parte di un determinato contesto. E per quanto riguarda Assoretipmi (che ricordo non è un’impresa, ma un’associazione no profit, e il cui unico obiettivo non è quello di fare utili ma di perseguire gli scopi e la mission dell’associazione) anche il risultato finale è un work in progress e deve sempre essere ripensato o comunque riaggiornato.

Questa condizione non solo non diminuisce l’entusiasmo di chi partecipa, ma anzi lo aumenta in modo esponenziale, perché ogni nuovo associato sa che anche il suo contributo aggiungerà qualcosa allo schema generale, sa che all’interno e con l’aiuto dell’associazione potrà realizzarsi e realizzare qualcosa per sé e per gli altri, e contemporaneamente i “vecchi” associati sanno che ogni nuovo ingresso non potrà che aumentare il “patrimonio aziendale”. Un patrimonio non monetario, ma fatto di cultura di rete, di esperienza vissuta e di idee professionali e imprenditoriali da realizzare.

Il proprio know how, la disponibilità di un po' del proprip tempo,  e la voglia di realizzare nuove idee, e non il denaro: questi sono gli unici investimenti necessari a chiunque voglia tentare di ripercorrere un modello organizzativo, in fondo semplicissimo, come il nostro.

Non c’è nessuna particolare barriera per chi voglia proporre in Italia nuove organizzazioni collegate al mondo dell'impresa (nel nostro caso delle reti d'impresa) e nate spontaneamente on line e come si dice "dal basso", come appunto Assoretipmi, seguendo magari percorsi anche diversi dall’associazione no profit. Ed è quello che noi stessi auspichiamo, perché pensiamo che se ce la stiamo facendo noi, senza particolari risorse finanziarie, senza appoggi politici, senza nessuna "rete" di protezione, potrebbe davvero nascere quasi ogni giorno in Italia un nuovo “agente del cambiamento”, un ruolo che anche noi di Assoretipmi possiamo rivendicare, per quanto siamo stati capaci di realizzare in questi nostri primi tre anni di vita, contando solo ed esclusivamente sulle nostre forze.

 

Eugenio Ferrari

presidente ASSORETIPMI 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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