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Reti d'impresa, Tajani: esportiamo in Europa questa best practice italiana

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Reti d'impresa, Tajani: esportiamo in Europa questa best practice italiana

(2012-10-31)

“Avere successo fuori dai confini dell'Unione europea è un obiettivo che richiede un'accurata preparazione. Per questa ragione le reti possono rappresentare uno strumento d'importanza fondamentale”. 
Lo ha detto Antonio Tajani, Vice Presidente della Commissione Europea e Commissario responsabile di Industria ed imprenditoria in una intervista a RetImpresa di Confindustria.


Tajani ha sottolineato che a seguito del brusco calo della domanda interna, è essenziale, per le nostre imprese, la ricerca di nuovi mercati fuori dai confini nazionali, ma – ha detto - “Le nostre PMI sono spesso troppo piccole per gestire integralmente il processo di internazionalizzazione con risorse proprie. Alcune vi rinunciano, altre si limitano a essere presenti in pochi mercati perché non riescono a studiare come affrontarne altri. Condividere strumenti, con il fine comune di esportare nei mercati extra-ue, significa quindi aumentare di molto le possibilità di vincere la partita sui mercati globali".

Dal canto suo l'Unione europea ha orientato la sua attività in favore delle reti d'impresa: la BEI, ad esempio, ha stanziato 100 milioni di euro per le reti d'impresa, mentre nel programma Cosme 2014-2020,grazie alla sua azione fondamentale, sono state pianificate risorse per 2.5 miliardi di euro in favore delle pmi. Nello specifico, ha spiegato Tajani, le reti di imprese saranno tra i beneficiari potenziali dei finanziamenti erogati nell'ambito del Programma Cosme come dei fondi strutturali.

“È chiaro però – ha precisato il Vicepresidente della Commissione europea - che sarà importante presentare progetti di qualità perché essi possano essere finanziati. Soprattutto che per quello che riguarda Cosme la concorrenza a livello europeo sarà certamente agguerrita”.

Nel 2011 la Commissione Europea ha stabilito che l’agevolazione fiscale per le reti prevista in Italia non si configura come aiuto di Stato perché la Commissione ha ritenuto che l'agevolazione fiscale prevista dalle autorità italiane a favore delle reti non rappresentasse un aiuto di stato incompatibile con il mercato interno: la misura non crea infatti distorsioni della concorrenza, visto che la rete non è un'impresa autonoma, ma è piuttosto uno strumento a disposizione delle imprese che ne fanno parte per crescere, innovare, internazionalizzarsi.

Ci sono poi le risorse provenienti dal bilancio europeo che potranno essere ricevute dalle reti di imprese, grazie alla revisione dello Small Business Act del febbraio 2011, prima tappa di un percorso poi proseguito con la strategia sull'internazionalizzazione. Un segnale, questo, del riconoscimento da parte dell'Europa del valore delle reti.

“In Italia – ha ricordato Tajani - è stato da poco emanato dal MIUR il Bando Cluster che prevede la possibilità, per le reti di impresa, di essere tra i soggetti attuatori del programma di innovazione tecnologica del cluster di riferimento, dando così la possibilità anche alle piccole imprese di prender parte al processo di innovazione tecnologica”.

E' possibile esportare questa best practice in Europa, ha dichiarato il Vicepresidente, “comunicando in modo puntuale e concreto i risultati raggiunti in Italia grazie a questo strumento”.
“In un periodo di crisi – ha concluso Tajani - le imprese valutano l'efficacia di uno strumento sulla base dell'impatto positivo sui propri risultati. Per questo è nei fatti che occorre dimostrare il valore delle reti.

 

abruzzosviluppo.it

 

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