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Superata quota 300 - ora serve un colpo di reni!

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Superata quota 300 - ora serve un colpo di reni!

Superata quota 300 - ora serve un colpo di reni !

a cura dell’ing. Roberto Tononi

Leggo con interesse, sul sole24ore online, l’articolo “Con le reti d’impresa si fa sviluppo” del 14 maggio 2012, nel quale Aldo Bonomi, vicepresidente di Confindustria e presidente di Retimpresa, segnala che sono stati ormai formalizzati 327 Contratti di Rete, che coinvolgono 2000 imprese e, quindi, una media di 6 imprese per rete; ed aggiunge che, a questo punto, “serve un colpo di reni” sia “ da parte del sistema imprenditoriale, che deve cogliere questa opportunità in modo sempre più consistente”, sia “da parte del Governo, che deve credere con ancora maggiore forza in questo strumento innovativo per ridare fiato alla nostra economia”.
Riguardo a questo secondo punto, Bonomi sollecita:
- la rapida attuazione delle semplificazioni amministrative, per esempio per l'avvio di nuove attività nel campo urbanistico, nell'impiego dei macchinari, nella rendicontazione degli incentivi e per i sistemi di certificazione;
- l’attuazione di quanto previsto dal recente Statuto delle Imprese che, recependo lo Small Business Act, include le reti di impresa tra i soggetti che possono partecipare alle gare d'appalto;
- l’aumento, da 48 ad almeno 100 milioni di euro, del fondo dedicato agli sgravi fiscali relativi al differimento d’imposta sugli utili reinvestiti in rete;
- il riconoscimento del Contratto di Rete nella UE, per permettere collaborazioni imprenditoriali a rete, anche al di fuori del territorio nazionale.

Qui ,vorrei, invece, avviare una discussione sul primo punto del sollecito di Bonomi , quello rivolto al sistema imprenditoriale: in cosa deve consistere, in tal contesto, il colpo di reni ?

Nei due articoli già pubblicati in questa rubrica, abbiamo analizzato le esigenze da cui nasce l’iniziativa sul Contratto di Rete: la ripresa della crescita ed il recupero di competitività attraverso l’incremento dimensionale del nucleo di base del nostro sistema produttivo, nucleo di base che dovrà tendere ad essere costituito da aggregati a rete di PMI, piuttosto che da PMI operanti ,ognuna, per proprio conto.
Abbiamo, inoltre, visto quali sono le caratteristiche distintive delle reti d’impresa che si costituiscono nell’ambito del Contratto di Rete:
- la leggerezza dei vincoli tra partner, che tradotto in soldoni significa “vincoli da applicare con flessibilità, verificandone, di volta in volta, gli effettivi vantaggi”;
- la parità di rappresentanza dei partner in rete;
- le regole di collaborazione operativa tra partner, da essi condivise prima di entrare in rete ed associate a vantaggi economici evidenti e misurabili, per verificare che detti vantaggi siano maggiori dei costi che la collaborazione comporta.

Abbiamo anche accennato alle tante opportunità, che la cooperazione in rete offre di “guadagnare subito di più”. Al lettore attento, non saranno però sfuggite le reali difficoltà che si celano dietro queste opportunità.

Abbiamo, innanzi tutto, notevoli difficoltà di carattere puramente gestionale; difatti, tutte le opportunità di trarre maggiori profitti dall’operare in rete richiedono, inevitabilmente, livelli di collaborazione tra i partner sostanzialmente maggiori di quelli ai quali essi sono abituati; ciò significa che dovranno essere pronti a rinunciare a vantaggi immediati a favore di benefici che la rete, nel suo complesso, raccoglierà e che, poi, ridistribuirà opportunamente tra i partner . L’intero modus operandi è architettato in modo da prospettare vantaggi netti per i singoli partner; ma la tempistica, solitamente, contribuisce a mettere in salita la strada da percorre, poiché prima bisogna cedere qualcosa e solo poi si ottiene qualcos’altro di maggior valore. Ad esempio, l’approccio del contratto unico multilaterale, di tipo Revenue Sharing, suggerito per gestire gli scambi di risorse produttive tra i partner di rete, promette di far raccogliere alla rete, e così anche a ciascuno dei suoi partner, maggiori proventi dalle vendite sul mercato finale e quindi maggiori profitti, ma solo se i partner rinunciano a consolidare il loro mark-up già col cedimento della loro fornitura al partner di rete che funge da utilizzatore di quella stessa fornitura.
Si tratta, in sostanza, di far funzionare la rete come una moderna squadra di calcio, nella quale a ciascun giocatore sono richieste non solo le azioni che gli competono per il suo specifico ruolo, ma anche quelle di supporto ai ruoli degli altri giocatori: “..ci si deve difendere in 10..” e quindi all’attaccante, anche se super campione, è richiesto di correre in difesa quando la squadra avversaria è in attacco.
E’ evidente, qui, il ruolo fondamentale dello allenatore, l’equivalente del nostro manager di rete, nel convincere ogni giocatore e l’intera squadra ad adottare una mentalità orientata alla muta cooperazione in campo. Così evidente che i compensi degli allenatori arrivano, oggi ,a cifre stratosferiche; così importante che si sono costituite, per questi professionisti, scuole di formazione di altissimo livello.
Si deve, inoltre, tener conto del fatto che, nella Rete d’Impresa, l’espletamento di questo ruolo è ben più arduo che nella squadra di calcio: lì il giocatore viene pagato per ubbidire alle direttive dello allenatore; nella Rete, invece, il manager deve guidare soggetti che, come abbiamo visto, operano in condizioni paritetiche ed alla Rete sono legati da vincoli deboli; sono, inoltre, soggetti che è difficile qualificare come dipendenti dal manager di rete, per il quale, quindi, non è così difficile anticipare che non può che avere vita dura.

Ma oltre a quelle di natura squisitamente gestionale, abbiamo pesanti difficoltà di carattere tecnico: gli esempi che abbiamo fornito, nell’articolo precedente pubblicato su questa rubrica, pur essendo stati solo accennati superficialmente, fanno intuire che gli obiettivi di maggior competitività, innovazione e profittabilità della rete si possono ottenere solo attraverso approcci operativi che sono , per loro natura, piuttosto complessi e, purtroppo, zeppi di tecnicismi.

Il ricorso all’informatica è essenziale per alleggerire il peso di questi tecnicismi; servono però applicazioni software sviluppate ad hoc, che cominciano ad essere fornite da quelle organizzazioni che per prime si sono mosse per erogare servizi di supporto alle reti d’imprese. Tra queste organizzazioni, la società Pro-CORA, spin-off dell’ENEA (chi è interessato trova in http://ENEA/servizi CORA una sintesi dei servizi offerti e può contattare l’A.D., ing. Gilda Massa, gildamassa@inwind.it ).
Però, le funzionalità che devono essere attuate da dette applicazioni software sono molto delicate perché toccano il nervo degli interessi economici dei partner ; pertanto, è impensabile affidarsi completamente agli automatismi dell’informatica: questi vanno visti come essenziali coadiuvanti, ma non si potrà mai fare a meno dell’ opportuno intervento del manager di rete, delle sue capacità di coordinamento e di comunicazione e della sua competenza nell’utilizzo intelligente di quelle stesse funzionalità che egli/ella dovrà, pertanto, conoscere.

Queste brevi considerazioni, a mio parere, ci portano a concludere che poiché la gestione delle Reti d’Impresa, costituite con Contratto di Rete, è tutt’altro che banale, soprattutto dal punto vista operativo, in altre parole dal punto di vista delle cose che in concreto si devono fare per trarne importanti vantaggi, quel colpo di reni, che Bonomi giustamente sollecita, è forse bene che, ad oggi, sia rivolto ad aumentare la sensibilità delle imprese a queste problematiche e, soprattutto, a procedere rapidamente verso la disponibilità di un insieme di professionisti opportunamente attrezzati per ricoprire quel difficile ruolo del manager di rete.

E’ in questa importante prospettiva che vanno viste le iniziative, che sono già nate o stanno per nascere, rivolte alla formazione dei manager di rete; tra queste iniziative, non posso, qui, non menzionare quella che si sta organizzando nell’ambito della nostra stessa associazione e che sarà disponibile, tra breve, come “20 ore di percorso formativo su: IL TOOL KIT OPERATIVO DEL MANAGER DI RETE”.